Il decreto legge 21/2026 (DL Bollette) rappresenta un passaggio strategico per le aziende: sia per chi dispone già di un impianto fotovoltaico e può oggi valorizzarlo al meglio, sia per chi sta valutando un nuovo impianto. Le nuove misure introducono opportunità concrete sul piano economico e fiscale, ma con una scadenza precisa: il 30 settembre 2026.
Cosa cambia per le aziende con il DL Bollette
Sul fronte dei costi energetici, il decreto prevede una riduzione automatica in bolletta degli oneri di sistema (ASOS) e delle tariffe di trasporto del gas. Una delle novità più rilevanti riguarda il Conto Energia: le aziende potranno scegliere tra una rimodulazione volontaria degli incentivi per il biennio 2026-2027 (“Spalma-incentivi”) oppure l’uscita anticipata dal contratto con il GSE. Vengono inoltre semplificate le procedure per il revamping, cioè la sostituzione integrale dei moduli obsoleti.
Cosa cambia per le aziende con l’Iperammortamento
Gli investimenti in revamping, repowering o in nuovi impianti possono accedere all’Iperammortamento 2026, che consente di dedurre ai fini IRES/IRPEF fino al 280% del costo. L’agevolazione è cumulabile con il leasing in cinque anni, abbattendo l’esborso iniziale in modo significativo.
Tre strategie operative per le imprese
La prima è il revamping con permanenza nel Conto Energia, indicata per chi ha ancora almeno quattro anni di incentivi: con moduli di ultima generazione si ottiene un incremento produttivo stimato intorno al 30%, con ricavi maggiori sia da incentivo che da autoconsumo.
La seconda è l’uscita anticipata dal Conto Energia, valutabile soprattutto da chi è prossimo alla scadenza del contratto: consente di chiudere il rapporto con il GSE dal 2028, eliminando rischi di ispezioni retroattive e semplificando la gestione dell’impianto.
La terza strategia, il repowering, per il massimo autoconsumo: i moduli moderni, più efficienti e compatti, liberano superficie per installare nuova potenza dedicata all’autoconsumo, riducendo la dipendenza dalla rete.
Perché decidere adesso
In un contesto di costi energetici elevati e instabili, investire in nuovi impianti o ammodernare quelli esistenti non è più rimandabile. Gli impianti incentivati con il Conto Energia, oggi datati, hanno prestazioni inferiori: la maggiore produzione dei nuovi sistemi e i benefici dell’autoconsumo permettono di compensare gran parte dell’investimento.